PGT ZOGNO: MENO SUOLO, PIÙ RECUPERO DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ESISTENTE.

A Zogno si contano circa 1.300 abitazioni non abitate e circa 2.700 abitazioni non utilizzate come prima casa, un dato più ampio che comprende anche le seconde case. Si tratta di numeri distinti, che richiedono un’analisi attenta per capire quante abitazioni possano essere recuperate e rimesse in uso.

Il nuovo PGT di Zogno prevede la possibilità di realizzare 461 nuove abitazioni. Prima, però, di consumare altro territorio, è necessario porsi una domanda fondamentale: come possiamo valorizzare il patrimonio immobiliare che già esiste, recuperando gli alloggi vuoti e non utilizzati?

Le previsioni demografiche alla base del nuovo Documento di Piano indicano un incremento di circa 30 residenti all’anno nei prossimi cinque anni e una consistenza prevista di circa 4.000 famiglie sul territorio comunale.

Come spiegato in Consiglio dall’architetto che ha redatto il Documento di Piano, si tratta di una previsione prudenziale, riferita a uno scenario temporale che va oltre l’orizzonte quinquennale previsto dalla normativa.

Proprio su questi dati si concentra una delle questioni politiche più importanti. Quali elementi giustificano tali previsioni? E in che misura queste esigenze abitative rendono necessarie le numerose richieste di trasformazione urbanistica ed edificabilità privata pervenute e recepite nella tavola n. 8 del Documento di Piano?

TAV. 8 DEL DOCUMENTO DI PIANO - i punti rossi e blu sono le richieste dei privati su e per aree edificabili

Il dubbio è che, senza una strategia concreta per incentivare il recupero degli immobili inutilizzati, si finisca per privilegiare nuove edificazioni rispetto alla valorizzazione di ciò che già abbiamo.

Naturalmente, recuperare un alloggio vuoto non è sempre semplice: i costi degli interventi, le condizioni degli edifici e le esigenze di adeguamento possono rendere economicamente poco conveniente la ristrutturazione.

È proprio qui che dovrebbe intervenire una vera politica urbanistica: non limitarsi a prevedere nuove aree edificabili, ma individuare strumenti e incentivi che rendano effettivamente possibile il recupero del patrimonio esistente.

La questione, quindi, non è soltanto quante nuove abitazioni si possano costruire, ma quante ne servano davvero, quante siano già disponibili, in che parti del territorio sono distribuite e quali scelte siano più utili per il futuro di Zogno.

Recuperare significa anche dare risposte a chi cerca casa. Non soltanto B&B, case vacanza e ricettività turistica, ma anche housing sociale e alloggi in affitto a canone calmierato per famiglie, giovani e residenti.

In questo percorso il Comune deve svolgere un ruolo attivo e centrale: favorire accordi con i proprietari, promuovere progetti di recupero, individuare strumenti e risorse e mettere in relazione gli immobili disponibili con il bisogno abitativo. Non basta prevedere la possibilità di recuperare: occorre creare le condizioni perché il recupero diventi concreto e accessibile.

Per questo proponiamo anche politiche di azzeramento degli oneri di urbanizzazione per incentivare il recupero del patrimonio esistente. La priorità deve essere rimettere in circolo ciò che abbiamo, prima di impegnare nuovo suolo.

Le nostre proposte riguardano anche più personale e controlli per l’Ufficio tecnico, la valorizzazione delle sponde del Brembo e collegando l’istituto Turoldo al sistema di mobilità dolce, il sostegno al commercio locale e l’attrazione di nuovi investimenti.

Le deroghe urbanistiche devono essere motivate da ragioni solide e da una reale utilità pubblica.

UNITI per ZOGNO incontrerà i cittadini nelle frazioni e a Zogno centro. Presenteremo i temi del PGT, ascolteremo le esigenze del territorio e raccoglieremo proposte. Le date dei confronti pubblici saranno comunicate prossimamente.

Prima recuperare. Poi costruire. E mettere la casa al centro delle politiche per Zogno.